Notiziario ISFE n.7/2026

5 giugno 2026

Mario Draghi ha diagnosticato la paralisi dell’Europa e ha insistito sulla necessità che per contare di più davanti ai pericoli attuali, essa debba rinnovare subito se stessa, il proprio modo di essere e di operare. Nello stesso discorso, che ha ricevuto il consenso di gran parte dell’élites europea, ha indicato la via d’uscita. Siccome è quasi impossibile riformare i Trattati perché ci vuole l’unanimità, Draghi ha indicato una via alternativa e cioè un nuovo trattato che permetta di affrontare le problematiche più gravi (sicurezza energetica, sicurezza militare e regolazione dell’intelligenza artificiale). Si è parlato di “federalismo pragmatico” in grado di superare le “ingessature” delle istituzioni e delle regole europee.

Intorno ad un gruppo di paesi membri della Ue, Germania, Polonia, Francia e, speriamo, l’Italia, più paesi nordici e baltici, può nascere un’alleanza ragionevole per mettere in sicurezza l’Europa e la sua presenza nel difficile contesto internazionale. Senza un accordo di questo genere, prendendo esempio dall’aiuto dato all’Ucraina, l’Europa rischia di diventare insignificante. Sono pericoli che l’ISFE ha sempre denunciato anche attraverso le pagine di questo “Notiziario”.

***

Il Presidente degli USA annuncia l’intenzione di ridurre il numero dei militari americani nelle basi europee. Si prevede la riduzione delle “brigate” in Europa da 4 a 3. Questo per spingere gli alleati europei della NATO ad assumersi la responsabilità primaria della “difesa convenzionale europea”. Si prevede una riduzione complessiva di 5.000 unità. Tuttavia gli alleati europei resteranno sotto “l’ombrello militare” USA.

Il Segretario della NATO, Mark Rutte, ha detto che ogni decisione verrà assunta “in modo controllato e graduale” senza compromettere la sicurezza euro-atlantica. Il problema di una diversa disposizione delle forze americane, come è noto, riguarda la delicata situazione nel “quadrante Indo-pacifico”.

I militari USA, posizionati nelle 8 basi militari dell’Italia, sono circa 12.900. Non pochi, in verità. Ecco perché questo non è un problema da affrontare con polemiche senza costrutto o con demagogia.