Notiziario Eu-ISFE n.9/2023

16 settembre 2023

L’euro digitale

Non solo la BCE, ma anche il futuro governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, membro del board della Banca Centrale Europa, sostengono la necessità di adottare l’euro digitale. Panetta ha spiegato dinanzi alla Commissione Affari monetari del Parlamento europeo che l’Euro digitale consentirà di rafforzare l’impianto finanziario dell’Unione monetaria. L’euro digitale risponde alla rivoluzione tecnologica nei pagamenti, che rischia di essere assolta da attori privati come PayPal. L’euro digitale si affiancherebbe alle banconote e alle monete, ampliando la scelta delle persone su come effettuare i pagamenti.

Molte banche centrali del mondo stanno lavorando per rendere disponibile questo nuovo mezzo di pagamento. Entro il mese di ottobre ne sapremo di più.

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La geopolitica, questa sconosciuta

Non si può sottovalutare la crisi economica della Cina, che è la seconda economia più grande del mondo. La crisi della Cina, se dovesse continuare, priverebbe l’economia mondiale del più importante fattore di trazione dell’economia mondiale degli ultimi decenni. Con riflessi rilevanti per tutti, anche per l’Eurozona.

Basti pensare che nel ventennio pre-Covid19 la Cina ha generato da uno a due punti percentuale dell’intera crescita dell’economia mondiale, superando la spinta dell’economia statunitense e dell’Europa.

Ecco perché bisogna conoscere la geopolitica. Ed ecco perché l’integrazione dell’economia può essere un fattore positivo, ma anche negativo e non solo sul piano economico.

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Draghi e la riforma del Patto di Stabilità

In una recente intervista all’ “Economist”, Mario Draghi è intervenuto su un tema cruciale come quello della riforma del Patto di Stabilità. Il Patto è un accordo fra i paesi membri che richiede il rispetto di alcuni parametri fondamentali come il deficit pubblico che non dovrebbe superare il 3% del PIL e il debito pubblico che non dovrebbe superare il 60% del PIL. Nella situazione attuale per l’Italia sarebbe un serio problema. Secondo Draghi la riforma del Patto di Stabilità è inevitabile anche per tutto ciò che è successo dalla pandemia alla guerra.

“L’Europa – ha detto Draghi – ha bisogno di nuove regole e una maggiore condivisione della sovranità”. Le regole di bilancio dovrebbero essere flessibili per consentire ai governi di reagire a choc imprevisti. Le strategie che hanno assicurato prosperità e sicurezza all’Unione europea finora non sono più praticabili oggi, perché la globalizzazione procede con effetti complicati e pericolosi. La dipendenza dall’America o meglio dalla NATO per la sicurezza, dalla Cina per le esportazioni e dalla Russia per l’energia non sono tutte possibili. Ecco perché occorre più unione e più decisione.

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Incarico a Mario Draghi sulla competitività europea

La Presidente della Commissione europea, durante il discorso annuale sullo stato dell’Unione, ha chiesto aiuto a Mario Draghi, ex Presidente del Consiglio ed ex Presidente della BCE, di occuparsi della competitività in Europa.

Nel nostro “Notiziario” abbiamo segnalato il pensiero di Mario Draghi pubblicato sull’“Economist”, nel quale si sottolinea la preoccupazione sulle sorti dell’Unione, che non può più essere ferma alle regole del passato se vorrà avere un futuro. Le sfide sono davanti agli occhi di tutti: l’inflazione, il lavoro, la concorrenza mondiale (USA e Cina).

Draghi ha accettato l’incarico. Il commento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato assai positivo: “È uno degli italiani più autorevoli, presumo possa vere un occhio di riguardo per la nostra nazione; la considero una buona notizia”.  Fra i commenti più entusiasti quello di Carlo Calenda: “Ottima notizia. Speriamo di vedere Draghi alla guida dell’Unione europea”. Il nostro, invece, è di augurio per un compito difficile.