Notiziario Eu-ISFE n.6/2024

28 maggio 2024

Il Consiglio della Ue ha dato il via libera definitivo all’AI Act. Si tratta della legge europea sull’intelligenza artificiale che disciplina lo sviluppo, il mercato e l’uso dei sistemi dell’AI, cioè dell’intelligenza artificiale.

Si tratta della prima legge a livello mondiale in materia e stabilisce gli obblighi per fornitori e sviluppatori in base ai diversi livelli di rischio.

Le nuove regole saranno applicabili dopo due anni dall’entrata in vigore, ma i divieti scatteranno dopo sei mesi per “finalità generali” sui sistemi di AI.

Con questa legge la Ue si conferma all’avanguardia nel mondo dopo le norme sull’economia digitale, ma anche dopo il Regolamento per la protezione dei dati (GDPR), il Digital Markets Act e il Digital Service Act.

Siamo, nella Ue, primi nelle regole, ma non nell’industria dell’era digitale.

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L’estrema destra tedesca è messa sotto accusa dalla stessa destra europea ed in particolare dalla destra francese e dallo stesso Salvini. Proprio in Germania si è aperto il processo al principe Enrico XIII di Turingia, accusato di progettare un colpo di Stato per la presa del Parlamento di Berlino e per rovesciare la Repubblica tedesca che proprio in questi giorni festeggia i suoi 75 anni di storia.

Nelle case dei sospettati del golpe si sono trovate 350 armi bianche, 380 armi di fuoco e 148mila munizioni. Sembra un film con la solita donna fatale, Vitalia B., russa, di stanza nel consolato russo di Lipsia.

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La Spagna, l’Irlanda e la Norvegia, che non fa parte della Ue, riconosceranno formalmente lo Stato palestinese.

Nello stesso tempo il procuratore capo della Corte penale internazionale dell’Aia, Karim Ahmad Khan, ha richiesto l’incriminazione con mandato d’arresto del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dei capi di Hamas. La giustizia internazionale sembra malata, ma più che altro impotente ad esercitare una funzione di arbitrato.

Nel primo caso, i “tre governi socialisti”, Spagna, Norvegia e Irlanda, si sono espressi per il riconoscimento dello Stato palestinese, sfruttando il momento drammatico della guerra e l’onda pacifista. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha dichiarato che chiederà il riconoscimento europeo dello Stato di Palestina. Di sicuro servirebbe un ruolo diplomatico più incisivo e forte della Unione europea, ma questo non si può ottenere con le forzature e con le divisioni. Non è difficile capire che prima di tutto servirebbe una tregua a Gaza e poi un impegno internazionale che porti a un negoziato tra israeliani e palestinesi. Speriamo che questo non sia un sogno.

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Con l’80% dei voti la Lituania ha rieletto Gitanas Nauseda Presidente.

Al centro della campagna elettorale la difesa dalla Russia, “un nemico dell’intero mondo democratico”. Solo che l’intero mondo democratico non percepisce questo stesso pericolo. La Lituania, infatti, investirà per la propria sicurezza circa il 3% del PIL. La Lituania ha due milioni di abitanti e confina con la Bielorussia, che è uno “Stato fantoccio” di Putin.

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La Georgia fu occupata dalla Russia, anzi dai bolscevichi, nel 1921. Nel 1991 proclamò la sua indipendenza dall’Unione sovietica in piena crisi. Nel 2008 è stata invasa da Putin e la Russia ancora oggi occupa il 20% del suo territorio.

Gli studenti georgiani protestano contro il loro governo che mantiene l’alleanza con Mosca, la quale si serve dei soldati georgiani per combattere contro l’Ucraina. Gli studenti georgiani hanno capito sulla loro pelle da che parte sta la libertà.

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Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea e candidata per un secondo mandato a nome del Partito popolare europeo, ha dichiarato ad un’emittente tedesca che Putin “non vuole la pace, ma andrà avanti”. Per cui bisognerà sostenere ancora l’Ucraina, ma rafforzare la capacità di difesa dell’Unione europea. “Se dobbiamo mantenere la pace nel nostro continente, allora dobbiamo investire nella difesa”. Parole chiare a cui dovranno seguire impegni diplomatici altrettanto chiari.