NOTIZIARIO EU – ISFE n.10

02 Settembre 2022

Poche parole per restare in Europa. La lezione di Mario Draghi

«Il governo di qualsiasi colore – ha dichiarato Draghi al Meeting di Rimini – supererà la crisi […]. Tuttavia – ha ricordato – il posto dell’Italia è al centro dell’Unione europea e della NATO […]. Sovranismo e protezionismo non fanno l’interesse del Paese […]. Non c’è contraddizione fra pace e imposizione di sanzioni efficaci contro la Russia». Per l’energia «serve il tetto della Ue […]. Con nuovi rigassificatori, l’Italia sarà in grado di diventare completamente indipendente dal gas russo a partire dall’autunno del 2024».Draghi ha ricevuto 20 applausi e 2 standing ovation. Questa una frase applaudita: «Non possiamo dirci europei se non siamo pronti a difendere la libertà dell’Ucraina e dell’Europa».

Euro-dollaro. Venti di crisi e di energia

L’euro resta sotto la parità sul dollaro: 0,9958. Sui mercati prevale l’opinione che il dollaro possa salire ancora. Per tre ragioni. Uno: il prevalente risk-off sui mercati. Due: il differenziale tra i tassi reali tra USA ed Ue, che favorisce gli USA. Tre: i crescenti timori sulla recessione europea a causa dell’esposizione del Vecchio Continente al gas russo. Sottovalutare la questione energetica e l’emergenza non si può. Nessuno, meno l’Italia, se lo può permettere. Non solo, i tedeschi ripensano al nucleare, ma anche i giapponesi. Noi dobbiamo accelerare sui rigassificatori e sulle rinnovabili che, però, pongono questioni di continuità e di stoccaggio.

Prezzi del gas naturale in vertiginosa ascesa in tutta Europa

Il prezzo del gas è tornato in alto come al momento dello scoppio della guerra in Ucraina: 321,414 euro al megawattora. A fine agosto del 2021 il gas naturale valeva 27,28 euro al megawattora. La corrente elettrica che usiamo per le industrie e le famiglie è salita in Italia a 718 euro/MWh. Tutto aumenta: il diesel supera ancora una volta la benzina. L’impatto dei prezzi si sente in tutta Europa. Molti paesi hanno già iniziato i razionamenti e i tagli ai consumi. In Germania è iniziata una fase di austerità energetica, così come in Italia. La Commissione Ue sta cercando di affrontare la crisi, ma il problema è anche quello di usare tutte le fonti disponibili. In Italia i rigassificatori, secondo il governo, dovranno funzionare in tempi rapidi per non trovarsi in situazioni di grave emergenza. Tutte le forze politiche italiane dovranno esprimersi sui rigassificatori. Chi si opporrà, verrà penalizzato dal buon senso se non dagli elettori. Il governo italiano dovrà trovare risorse per aiutare famiglie e imprese. Si dovranno colpire anche gli extraprofitti delle società che producono energia e, in particolare, proprio le società che producono con l’eolico o con il solare, che fanno i maggiori extraprofitti. Senza un accordo a livello europeo sul tetto al prezzo del gas, le soluzioni autarchiche avranno scarso peso e verranno facilmente aggirate dai prezzi del mercato. Chi, come i 5 stelle , propone soluzioni facili per aggirare i mercati, pecca di astrattezza come quando si opponevano alla Tap in Puglia.

Fonte: “Corriere della Sera”, 30 agosto 2022

La difficile solidarietà europea in tema di sicurezza energetica

Nel 2017 l’Unione europea approvò la legislazione in tema di sicurezza energetica, introducendo il principio di solidarietà per le questioni legate al gas naturale. Gli Stati membri dovevano poter contare sull’aiuto dei paesi vicini per garantire gli approvvigionamenti. Facile a dirsi, difficile a farsi. Lo abbiamo visto durante questa crisi quanto sia difficile trovare delle soluzioni condivise. Ora la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenendo al Forum strategico in Slovenia, ha dichiarato che occorrono un intervento di emergenza e poi una riforma strutturale del mercato elettrico. Ciò che chiede da sei mesi il governo Draghi. I costi non più sostenibili per famiglie e imprese si fanno sentire anche in Germania e si pensa alla modifica del mercato elettrico. I prezzi energetici vertiginosi sono i sintomi di un mercato elettrico fuori controllo, ma le cause di fondo stanno nella imprevidenza con cui si è proceduto, in un campo così strategico per l’economia e la società dei paesi Ue. Mosca, sui cui tanto, anzi troppo si era puntato, si è dimostrata un partner inaffidabile. Putin usa l’energia come un’arma contro l’Unione per il sostegno militare ed economico che l’Occidente sta fornendo all’Ucraina. La von der Leyen ha dichiarato che la Ue si deve preparare ad una possibile interruzione totale del gas russo.La realtà è che la Ue non ha elaborato una politica comune in un settore strategico come quello energetico. Nello stesso tempo si è impegnata in una lotta al cambiamento climatico che ora si dovrà confrontare con la realtà, senza dogmatismi ideologici. Per non aggravare la crisi, scaricandola su cittadini e imprese. Il giorno 9 settembre i ministri Ue dell’energia si incontreranno a Bruxelles per un Consiglio straordinario, prima del discorso della Presidente della Commissione al Parlamento europeo sullo stato dell’Unione. Qualsiasi rinvio sarebbe un segnale di impotenza foriero di gravi conseguenze.