Notiziario Eu-ISFE n.16/2025

12 dicembre 2025

È stata pubblicata un’inchiesta sui giovani europei, “L’Europa siamo noi”. Sono 73 milioni i giovani che vivono in Europa e il 16% ha un’età fra i 15 e i 29 anni. Secondo l’andamento demografico i giovani europei, contrariamente a quel che accade in Africa, Asia e Sudamerica, sono destinati a calare. Si stima che nel 2073 i bambini e i ragazzi tra gli 0 e i 19 anni saranno il 17,9% della popolazione europea contro il 20,3% di oggi. Per questo l’Unione europea dovrebbe mettere in conto anche delle politiche a favore delle famiglie con figli e favorire le nascite la formazione dei giovani.

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Magnus Brunner, membro del partito popolare austriaco e Commissario europeo agli Affari interni e alla migrazione, ha dichiarato, dopo la riunione con i ministri degli Interni di Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta, cioè i paesi del Mediterraneo MED5, che gli arrivi di migranti irregolari sono diminuiti del 35% in un anno. Tuttavia, ha dichiarato che “non basta […] Dobbiamo combattere la migrazione illegale per riconquistare la fiducia delle persone ed evitare la polarizzazione su questo tema”.

Il Patto per la migrazione e l’asilo, che entrerà in vigore nel giugno del 2026 dovrà funzionare per bilanciare solidarietà e severità per affrontare le sfide poste dalla migrazione illegale. Lo stesso Commissario ha dichiarato che attualmente solo una persona su cinque che risulta illegalmente nella Ue viene effettivamente espulsa. “ Questo – ha dichiarato – non è accettabile”. C’è un regolamento sui rimpatri e si sta elaborando la lista dei paesi terzi sicuri. Richiesto su quale fosse il suo pensiero sulla politica italiana sull’immigrazione, Brunner ha dichiarato: “Meloni ha un approccio pragmatico: vuole regole ferme e su questo sono totalmente d’accordo. Dobbiamo essere equi, ma anche trovare soluzioni innovative per far funzionare l’intero sistema. Il Consiglio si è spostato su queste posizioni e anche noi lo abbiamo fatto. Altri paesi, come il Regno Unito, vanno nella nostra direzione”. “I tempi sono cambiati – ha detto – e quindi anche i giudici dovranno prendere atto delle nuove regole. Le sentenze si dovranno adeguare “verso quello che noi come politici, come Stati membri, come Parlamento, come Commissione vogliamo”.

Parole chiare e nette, ma non sarà facile, almeno per l’Italia.

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Il Parlamento ha approvato la proposta della Commissione di posticipare per la seconda volta l’entrata in vigore della legge sulla deforestazione. Una legge che mira a garantire che non vengano immessi sul mercato dell’Ue prodotti che contribuiscono alla deforestazione o al degrado delle foreste a livello globale. Evidentemente un programma troppo vasto per essere rispettato.

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Dopo Starlink di Elon Musk, si muove Jeff Bezos che con la sua costellazione Kulper produrrà in tre anni 3.200 satelliti. Per farsi una idea più chiara Starlink di Musk è arrivato a produrre una costellazione con 7.700 satelliti attivi.

Cosa accade in Europa?

Per ora solo la società franco-britannica One Web Eutelsat può tentate di sfidare il quasi monopolio di Starlink e Amazon. Anche la costellazione satellitare Iris 2 della Ue partirà solo nel 2030 e si prevedono appena 290 satelliti.

Bastano queste cifre per capire quanto sia in salita la strada da percorrere per la Ue e quanto grande sia la massa di investimenti da impiegare. L’Europa, si dice, ha le capacità necessarie, ma come minimo dovrà accelerare i suoi programmi. Pensando anche alla propria difesa.

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Dopo lo scandalo del Qatar arriva quello della ex ministra degli Esteri del governo Renzi ed ex Alta Rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, e dell’ex segretario del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), l’ambasciatore Gaetano Sannino.

Le accuse sono pesanti. A formularle è stata la Procura europea (EPPO) più l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Si tratta di turbative e frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi, violazione del segreto professionale e delle norme sulla concorrenza. Non sono buone notizie e le immediate dimissioni della Mogherini non fermeranno l’inchiesta giudiziaria.

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Ormai tutti i paesi Ue, anche se in ordine sparso, chiedono la revisione delle regole che hanno mandato in crisi l’industria europea dell’automobile. La Germania, per bocca del Cancelliere Friedrich Merz, ha sollecitato la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ad accelerare la revisione dei piani per evitare la catastrofe dell’industria europea e decretare il trionfo di quella cinese. Sarà dura mettere d’accordo tutti i 27 paesi, ma da ultimo l’Italia e altri paesi hanno spinto la Commissione a impedire il crollo dell’industria automobilistica europea. Per ora rinvio, ma a gennaio bisognerà decidere. Sperando che si riesca a trovare un accordo.

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Manca solo il voto sia del Parlamento che del Consiglio, ma il trilogo europeo sul nuovo Regolamento dedicato alle New Genomic Techniques (NGTs) rappresenta un passaggio importante per l’innovazione genetica in agricoltura e giunge al termine di un lungo percorso.

Per la prima volta l’Unione europea riconosce formalmente la necessità di distinguere le nuove tecnologie genetiche dagli OGM, Organismi geneticamente modificati. L’iter per il pieno riconoscimento prevede, come si è detto, altri due passaggi, uno in Consiglio e uno in Parlamento. Per quello che si può capire da noi, un’associazione come Slow Food, che pure ha grandi meriti, si è schierata subito contro. In ciò tradendo un preconcetto ideologico non di poco conto.