9 agosto 2025
La guerra dei dazi e quella delle chiacchiere
La seconda guerra, quella delle valutazioni preventive, produce più danni della guerra dei dazi. Questo vizio è molto diffuso in Italia, dove Trump è odiato a prescindere, ed ora fra i reprobi si è aggiunta la Presidente del Consiglio Meloni e la Presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
Da sinistra si arriva addirittura a chiedere le dimissioni della Presidente della Commissione, che è stata eletta dai governi che hanno vinto le elezioni, popolari e destre, mentre le sinistre, socialisti e verdi, le hanno perse in molti paesi europei.
I dazi potrebbero avere delle conseguenze negative sull’economia globale, ma per ora le borse e le valutazioni economiche sono diverse. Il danno più grave riguarda la stabilità e le relazioni internazionali. Stabilità e sicurezza, peraltro, già profondamente minate dalle guerre in corso. Quelle reali, in Ucraina e in Medio Oriente, che nessuno riesce a fermare.
Un economista autorevole, Daniel Tannenbaum, Senior Fellow dell’Atlantic Council di Washington, ha dichiarato che “è ancora presto per giudicare l’impatto dei dazi”. Il problema di fondo si lega al fatto che siamo entrati da qualche decennio in una nuova era della geoeconomia e in una fase della globalizzazione sempre più conflittuale anche per l’ “insignificanza” delle organizzazioni internazionali, le quali producono una montagna di documenti e di condanne cartacee, che sempre meno incidono sulla realtà del mondo e sui conflitti in corso. Probabilmente queste stesse istituzioni nate nel secondo dopoguerra hanno perso qualsiasi autorevolezza.
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Il nuovo bilancio europeo e l’agricoltura
Lo Schema di bilancio europeo presentato dalla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen riduce la parte riservata all’agricoltura da 380 a 300 miliardi di euro. La riduzione è notevole, ma ciò che è peggio è che nello stanziamento rientrano interventi vari di natura sociale.
Lo scontro fra la Commissione e il Parlamento, che ne è nato, riflette i diversi equilibri politici dei due organismi istituzionali. Nel merito sono state sollevate critiche, ma non si sono indicate soluzioni. Soprattutto si è parlato dei costi del riarmo europeo o del fatto che il sostegno all’Ucraina e i favori accordati all’importazione di prodotti agricoli di quel paese avrebbe prodotto una concorrenza sleale all’agricoltura europea. Altre critiche sono venute per l’accordo con i paesi dell’America latina (Mercosur) che avrebbe messo in difficoltà gli agricoltori francesi e italiani.
Su questo schema di bilancio, come si può capire, si riflette l’andamento non positivo dell’economia europea e di paesi trainanti come la Germania e la Francia. Un esame realistico della situazione non dovrebbe ignorare le conseguenze economiche negative prodotte dai Piani europei. Piani approvati da coloro stessi che oggi criticano lo Schema di bilancio della Commissione.
Il coraggio di un esame realistico sarebbe necessario per evitare di penalizzare un settore, quello agricolo, che è sempre stato strategico per lo sviluppo dell’Unione europea sin dalla nascita della Comunità e del Mercato Comune.
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Agosto tempo incerto anche per i dazi
Agosto è arrivato, il tempo è incerto e la questione dei dazi deve ancora fare il suo corso dal momento che il contenuto dell’accordo non è ancora ufficiale e gli organi europei dovranno approvarlo.
Gli accordi del 27 luglio dovranno essere discussi e approvati. Le decisioni spettano al Consiglio Ue, composto dai ministri competenti di ciascuno dei 27 Stati membri. La Commissione tratta la questione dei dazi, ma sulla base delle direttive ricevute dal Consiglio, che poi tirerà le conclusioni. Il Parlamento europeo anch’esso dovrà esprimersi prima della fase finale riservata al Consiglio. Le questioni politiche e quelle economiche si intrecceranno sino a rendere tortuoso l’iter di approvazione. C’è chi lamenta che non si sia toccata la questione dei big della Rete, i giganti americani delle reti che, però, sono essenziali per gli utenti europei, visto che l’Europa non ha alternative.
Di questo e di altro ancora ne parleremo nel “Notiziario” di settembre. Buone vacanze a tutti i nostri soci e ai lettori.














